
Dopo malto, orzo, luppolo, fermentazione e gorgoglii vari… ecco qui una “sfida con il cioccolato”.
Si, sfida… per ben due volte non è stato sufficiente seguire le istruzioni alla lettera:
sciogliere il cioccolato a bagnomaria tra 45/50 gradi, farlo raffreddare e riportarlo ad una temperatura di 30°.
Una volta messi nel loro stampo in policarbonato (acquistato da Bobadillas) i bastardissimi cioccolatini non ne volevano proprio sapere di uscire allo scoperto!!

Certo sapere di finire nelle grinfie XL di un gigante nero o tra i “dentoni” acuminati di chi non si ricorderà poi più di loro…. non avrebbe allettato neanche me.
Ma io VOGLIO tirarli fuori…. ne faccio una questione di principio.
E così eccomi qui per la terza volta alle prese con un blocco da 2,5 Kg, termometro e piattone in ceramica per il raffreddamento.
Dalle prime operazioni risulta che il cioccolato questa volta (per gentile concessione del gigante nero) è migliore. Si... si... sento che riuscirò a tirarli fuori!

Raffreddamento…. 26 gradi…. 30 gradi….
Il cioccolato è pronto per essere messo negli stampi….. riempimento…. Pioggia di cioccolato…. non voglio fare semplici cioccolatini ma bicchierini ripieni, quindi dopo aver riempito gli stampi è necessario svuotarli per lasciare soltanto il guscio esterno del bicchierino.
Trascorsa un’ora vado a sbirciare il risultato e la situazione si presenta di nuovo DRAMMATICA......